Montessori a casa: come organizzare gli spazi senza rifare l’arredamento

Come portare i principi Montessori in casa senza rifare l’arredamento: ingresso, bagno, cucina, zona gioco, camera e limiti del metodo.

Per portare in casa qualche principio Montessori non serve una cameretta da catalogo. L’importante è togliere gli ostacoli superflui e rendere alcune attività alla portata del bambino, in base alle sue capacità.

Ingresso

Intorno ai due anni, se mostra interesse, il bambino può iniziare a partecipare alla routine: bastano un gancio alla sua altezza e un posto preciso per le scarpe o il cappello. Non aspettatevi che sia tutto in ordine: state aiutandolo a riconoscere e seguire una sequenza.

Bagno

Uno sgabello stabile, o un’altra soluzione sicura per raggiungere il lavabo, può aiutarlo a lavarsi le mani da solo. Sapone, acqua e asciugamano dovrebbero essere facili da usare. Accessibile, però, non significa lasciare detergenti o medicinali alla sua portata.

Cucina

Tra i due e i tre anni molti bambini cominciano a voler imitare gli adulti. Una torre di apprendimento adatta può essere utile; in alternativa, per alcune preparazioni fredde si può usare un tavolino basso. L’obiettivo è coinvolgerlo, non allestire una cucina giocattolo accanto a quella vera.

Zona gioco

Pochi giochi in vista, contenitori facili da capire e un posto abbastanza stabile per ogni cosa aiutano il bambino a scegliere e a riordinare. La rotazione dei giochi ha senso se quelli messi da parte restano conservati con cura, anziché ricomparire ogni volta in mucchi sparsi.

Bambino impegnato autonomamente con materiali semplici

Camera

Il letto basso è una possibile scelta organizzativa, non un requisito Montessori valido per tutte le famiglie. Prima di adottarlo, occorre valutare la sicurezza della stanza, il sonno e la temperatura, oltre alla presenza di prese e mobili e alla capacità del bambino di muoversi liberamente.

Limiti e critiche

Il metodo Montessori è un approccio educativo nato per essere applicato in un contesto scolastico, con insegnanti formati e materiali specifici. Portarne alcuni principi tra le mura di casa significa quindi adattarli alla propria situazione: non esiste una «casa Montessori» certificata e il nome, da solo, non garantisce la qualità di un prodotto, di una scuola o di un arredo.

Per alcuni genitori, inoltre, mantenere questa impostazione nella vita di tutti i giorni può risultare impegnativo. E non tutte le famiglie hanno lo spazio o il tempo per preparare l’ambiente in un certo modo. Si può scegliere ciò che è utile — accessibilità, ordine, partecipazione — senza sentirsi in difetto per quello che non si riesce a fare.

Il consiglio di Genio In Erba

Cominciate da una routine che crea difficoltà, non dall’estetica. Se vestirsi ogni mattina è un caos, lasciate a disposizione due possibilità di abbigliamento. Se per lavarsi le mani dovete sempre sollevare il bambino, intervenite sul bagno. Un ambiente preparato dovrebbe rendere la vita più semplice da vivere, non soltanto più bella da fotografare.